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mercoledì, 11 gennaio 2006

Un film in due parole: Munich

Spielberg di maniera, della sua maniera. Cura maniacale (ma mai ridondante) del particolare nell'immagine, tensione estrema a far ballare gli occhi del suo pubblico sul telo del cinema, affinamento e ricerca curatissima nelle inquadrature. Tutto questo è Munich. Ma è anche, e soprattutto altro. Regia come al solito nulla più che accademica, che lascia spazio ad altri fattori (vedi la fotografia, stupenda, di Kaminski) rinunciando al concorso di costruzione delle sequenza (e dunque del film). Un sintagma narrativo - che vede alternarsi momenti di azione (sono 11 i terroristi palestinesi che dovranno essere uccisi) a momenti di riflessione sul come e perchè di un'azione simile, momenti tanto più patinati e distanti, sovraesposti, dal resto della pellicola per il ruotare ciclico nella parte del "grillo parlante" di turno tre dei quattro compagni di strada di (un bravo) Eric Bana - che viene ripetuto senza soluzione di continuità per cinque o sei volte in modo identico nell'arco di quasi tre ore, facendo alla lunga cadere il film in una fase di stanca dal quale non si riprende (se non per una sequenza finale che, per riferimenti semantici e incisività, colpisce assai).
Tenendo anche conto di una morale facilona e cerchiobottista, che condanna la strage dell'Olimpiade ma anche no, che identifica come terroristi i...terroristi ma anche no, che condanna la vendetta come strumento di perseguimento della pace ma anche no, che esalta il decisionismo di Golda Meier ma anche no, che mette in mezzo strumentalmente figure non secondarie nella costruzione del processo di pace come Barak ma anche si, che equipara i metodi terrostici delle due parti ma anche no. Eccetera eccetera eccetera.
Insomma: Munich, ma anche no

Pubblicato da: Pietro Salvatori |alle 00:19 | link | commenti (7) |
un film in due parole


Commenti
#1   18 Gennaio 2006 - 15:27
 
Pur non condividendo il giudizio su Spielberg, mi trovi d'accordo sull'ambiguità politica (se non morale) degli ultimi film (o quanto meno, Salvate il soldato Ryan e La guerra dei mondi)...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente JerryGarcia85

#2   30 Gennaio 2006 - 11:39
 
secondo me l'ambiguità scaturisce dal senso di complessità che Spielberg vuole restituire, ma il messaggio finale è chiaro: rispondendo alla violenza con la violenza si è innescata una spirale infernale che ha portato all'11/9... se pensate che a quest'attentato si è ugualmente risposto con altra violenza, è evidente che il messaggio politico non è assolutamente ambiguo nè conciliante: aspettiamoci altra violenza.

kroger
utente anonimo

#3   30 Gennaio 2006 - 11:45
 
secondo me l'ambiguità risale proprio nel voler lanciare tutti i tipi di lettura possibili non sposandone mai nessuno
Ricordiamo che il Munich di Spielberg è fantapolitica, non essendo assolutamente chiare le dinamiche e gli uomini che ci furono dietro alcuni attentati contro alcuni leader e finanziatori di Settembre nero
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#4   31 Gennaio 2006 - 22:58
 
Tocca linkarla questa recensione..
Fringe
utente anonimo

#5   02 Febbraio 2006 - 12:18
 
addirittura!
Fringe, io l'ho sempre detto che mi sopravvaluti
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#6   04 Febbraio 2006 - 12:56
 
In realtà non è proprio fantapolitica. quello che racconta S. è abbastanza vero. è vero che israele attraverso il mossad (diviso in gruppi di più persone) cercò di colpire chi aveva progettato l'attentato di Monaco.
Ritengo difficile schierarsi pro israele o pro palestina...non scordiamoci che israele dopo l'attentato a monaco fece una rappresaglia in Libano uccidendo dei civili, tra cui dei bambini.
Alcuni gruppi tedeschi aiutarono settembre nero per avere im cambio una serie di favori che ovviamente non sapremo mai.
ciao, federica
utente anonimo

#7   04 Febbraio 2006 - 13:11
 
Sono d'accordo
definivo "Fantapolitica" però, il descrivere lo specifico dei movimenti israeliani negli anni dopo il '72, essendo ad oggi privi di una qualsiasi documentazione.
L'unico sopravvissuto degli undici palestinesi, tra l'altro, accredita ipotesi diverse
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