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sabato, 30 aprile 2005
Ferro 3 - la casa vuota

Sull'esaltazione del far-east

Molti hanno salutato la vittoria come miglior film agli Italian Online Movie Awards (www.ioma.it) di “Ferro 3” del coreano Kim Ki Duk come una prova di maturato approccio del pubblico cinefilo ad una visione di cinema che non sia legata solo ad una modaiola tendenza di gusto, critico e pubblico, come magari poteva esser visto, con comprensibile scetticismo, il trionfo di Tarantino del “Kill Bill 1”.

Si è arrivati a sostenere ed esaltare il film del cineasta coreano come una delle migliori pellicole degli ultimi anni, se non di sempre, elogiando il suo autore (che molti di questi elogi li merita) come uno dei più grandi cineasti in circolazione.

Mi permetto di sollevare qualche obiezione. “Ferro 3”, seppur un film girato con accortezza e passione, mi sembra lontano dallo sfiorare quei picchi di eccellenza a cui tanti lo ascrivono. Pieno di quell’afflato al dualismo “assenza/soffio vitale” tanto presente e pressante nella cultura estremo-orientale, il film di Kim si ferma su un piano ontologico. Un film manifesto. Manifesto di un modo di pensare, di concepire e concepirsi, che sembra però rifiutare di sporcarsi le mani con l’essere cinema, con la freschezza e l’importanza di raccontarsi una storia, di vivere lo schermo in quanto tale. Ferro 3 rifugge da queste logiche, per rifugiarsi in una (per carità, ottima) metafora della vita e dell’esistenza, ma evitando accuratamente di contaminarsi con un linguaggio che non sia quello del corpo e della poeticità (post-moderna) delle immagini. Il coreano Kim Ki Duk rappresenta sicuramente una ventata di novità e un ottimo veicolo pubblicitari (insieme al regista di Hong Kong Wong Kar Wai) del nuovo cinema orientale, portatore di un proprio valore cinematografico dell’immagine, più funzionale alla decodificazione dell’humus culturale del far east. Ma Ferro 3 estremizza quest’uso diverso della mdp, regalandoci un prodotto che cerca quasi di esulare da un giudizio che sia filmico, per raccontarci per immagini una “sensazione”. Non bastano a mio avviso i riferimenti carichi d’ironia presenti in tutto il film, volti a stemperare l’areiformità del tutto. Il film rimane un veicolo non filmico, slegato dal contesto in cui è fatto. Spesso un pregio, ma, a volte, anche difetto. Critiche entusiaste hanno parlato di purezza dell’immagine, della ridondanza di qualsiasi parola per descrivere un “pensare con il cinema”. Ma al di fuori di una sua materialità il cinema smette di essere cinema per diventare un'altra cosa.

Lodevole, bello, notevole anche per certi aspetti, ma privo di quel cercato contatto con la “sostanza del cinema” che fa di un film un grande film.

E non vorrei che la rivalutazione di un troppo spesso dimenticato cinema extra-europeo ed extra-hollywoodiano porti a una sopravalutazione del girato che non si comprende di primo impatto, o che fa tendenza perché etnicamente e culturalmente distante da noi.

Così come dimostra, invece, l’attribuzione a Ferro 3 del riconoscimento come miglior film dei cinefili del web, frutto di una tendenza modaiola che vede oggi questo spalancarsi (intendiamoci, fatto di per sé molto positivo) al cinema del lontano oriente, così come fu modaiola l’anno scorso la pioggia di premi sul KillBill1 di Tarantino, a fronte di un volume secondo (superiore in tutto) scordato del tutto, perché non più, come ama dire qualcuno, cool.

Pubblicato da: Xanadu |alle 09:13 | link | commenti (17) |
recensioni


Commenti
#1   06 Maggio 2005 - 18:11
 
Potrei scrivere per ore. Perché non considero EUROCENTRICO un insulto. E' ciò che il mio corpo è nato ed il confine che la mia mente cerca di superare. E' una buona origine, non deve essere una barriera. Quindi lo dico non da orientofilo: FERRO 3 è un capolavoro eccelso. Basta questo: i due protagonisti NON SI PARLANO MAI. Ci provino altri. Occorre cultura del cinema, del silenzio, dell'arte, dell'esistenza.....
utente anonimo

#2   06 Maggio 2005 - 19:39
 
beh, anche in SuperMoana i protagonisti NON SI PARLANO MAI...
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#3   08 Maggio 2005 - 13:40
 
anche secondo me ferro 3 è un capolavoro. di film del far east ne ho visti un po', alcuni molto brutti e alcuni molto belli: facciamo dei distinguo.

distinguendo, kim ki-duk è un maestro, a mio parere.

e killbilldue è anni luce superiore al primo, su questo hai ovviamente ragione.
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#4   08 Maggio 2005 - 13:58
 
aggiungo che l'anno scorso kill bill 2 non fu votato perché non era in concorso. infatti quest'anno si è portato a casa la miglior regia.

e aggiungo che il cinema orientale non è un fascio d'erba, tra wong kar wai e kim ki duk c'è una distanza considerevole, stilistica e cinematografica. ma basterebbe quella geografica.
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#5   08 Maggio 2005 - 14:34
 
su che tutto il cinema orientale non sia la stessa cosa concordo appieno con te
anzi mi batto perchè ogni film, ogni regista siano considerati per quel che sono
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#6   13 Maggio 2005 - 18:44
 
Neanche a me è sembrato un capolavoro.

A questo punto è un capolavoro anche "Questo è il giardino" di Giovanni Davide Maderna.

Giacomo.
utente anonimo

#7   13 Maggio 2005 - 18:48
 
uh,
finalmente qualcuno che concorda
mi parevo del tutto fuori dalle righe io
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#8   30 Maggio 2005 - 05:47
 
e perche' mai? un parere fuori dal coro non puo' fare che bene. Anzi... (io Ferro 3 a momenti l'ho quasi detestato, ma non e' questo il motivo principale per cui ho adorato il tuo post...)
Misato-san
utente anonimo

#9   30 Maggio 2005 - 08:13
 
e dunque qual'è il motivo di tanto compiacimento?
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#10   18 Settembre 2005 - 14:53
 
insopportabile critica alternativa. Non sempre criticare l'acclamato o elogiare il sottovalutato è segno di libertà mentale. A volte è un falso specchio di medusa. Ferro3 non è un capolavoro. Ki Duk non è un genio. Ricorderò Ferro3 per qualche mese e continuerà, ogni volta, a farmi tornare in mente una sensazione ben precisa. Quante pellicole, nel bene o nel male, hanno tanto potere? Perchè è il ferro m° 3 che ne è realmente impregnato.
utente anonimo

#11   18 Settembre 2005 - 15:02
 
almeno critico insopportabilmente avendo il coraggio delle mie idee, non rimanendo nell'anonimato
anche se da come scrivi si può ben intuire chi tu sia
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#12   18 Settembre 2005 - 21:13
 
Quasi rivaluto Bonekamp. Ferro 3, film carinissimo sotto molti punti di vista, e portatore anche di metafore profonde, non è cinema. Non voglio arrischiarmi in giudizi sull'intera opera di un regista di cui non ho visto altro, ma se questo film ne è il manifesto, si tratta di un caso di sopravvalutazione quasi preoccupante.
Però dissento su Wong, un grandissimo.
utente anonimo

#13   18 Settembre 2005 - 21:15
 
L'ultimo post è di Antonio Montana(Meskal).
utente anonimo

#14   19 Settembre 2005 - 10:43
 
di Wong però ne ho parlato solamente come ottimo veicolo pubblicitaro per questa nuova ondata far-east. Non sono mai entrato nel merito.
Che sia la volta che riusciamo a non accapigliarci per un film? ;)
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#15   20 Settembre 2005 - 08:13
 
Eh ma noi ci siamo accapigliati poco, forse mi confondi con qualcun altro...:D
utente anonimo

#16   20 Settembre 2005 - 15:19
 
ah beh, neanche io mi ricordavo, ma tu parlavi di "rivalutazione" ;)
Bonekamp
utente anonimo

#17   31 Ottobre 2007 - 11:34
 
Un bellissimo film ma non un capolavoro assoluto. Ieri ho visto bad guy, migliore di ferro3, a suo modo un capolavoro o quasi.
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